Patrizia Zingaretti è una nostra cara amica, che ha uno studio in Piazza Tasso.
Il 15 marzo, ci sarà una sua mostra a Palazzo Gaddi (Via del Giglio 9), con inaugurazione alle ore 18.
In difesa del Nidiaci-Palazzo Santarelli lo storico spazio dei bambini e giovani del quartiere San Frediano di Firenze
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mercoledì 26 febbraio 2014
sabato 20 aprile 2013
Per il Nidiaci, assemblea martedì 23 in piazza Tasso ore 18
All'inizio di maggio, apriremo finalmente il giardino della Ludoteca Nidiaci, sia per soddisfare un'esigenza fortemente sentita tra le famiglie del quartiere, sia per tenere viva la questione e riaffermare l'uso pubblico dello spazio (che ricordiamo, per il quartiere tutto dovrebbe includere anche l'edificio della Ludoteca).
MARTEDI 23 APRILE alle ore 18 faremo un'ASSEMBLEA IN PIAZZA TASSO (zona giochi) per definire le modalità e sentire le proposte dei cittadini.
Abbiamo deciso di rimandare il "reclutamento" massiccio dei soci all'apertura del giardino, e quindi pur trattandosi di un'assemblea dell'Associazione, l'incontro sarà aperto a tutti gli interessati, anche se non (ancora) tesserati.
martedì 19 marzo 2013
Nidiaci, video della manifestazione
Un piccolo video sulla manifestazione in difesa del giardino-ludoteca Nidiaci contro la speculazione da parte dell'Amore e Psiche Holding di Salvatore Leggiero, svoltasi lo scorso 21 febbraio in Via della Chiesa-Via d'Ardiglione-Piazza del Carmine-Via del Leone-Piazza Tasso.
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sabato 23 febbraio 2013
Il Nidiaci nella storia
CORRIERE FIORENTINO 22/2/2013
«Io, qui per 34 anni: i ragazzi di San Frediano e la loro seconda casa»
Il racconto: Carla Senatori, l'insegnante
C'era una Firenze che oggi non c'è più. C'erano un giardino e una scuola di frontiera che aiutava i ragazzi difficili dell'Oltrarno. L'area Nidiaci, a cui prima si accedeva da via dell'Ardiglione e oggi anche da via della Chiesa, era il simbolo del cattolicesimo sociale fiorentino. Quello di Giorgio La Pira, Fioretta Mazzei, Ghita Vogel e don Cuba, persone che hanno messo la propria vita al servizio degli altri. Così come la prima custode della ludoteca, Tosca Pagni detta «Toschina», o gli insegnanti - Carla Senatori, Lina Cecchi Linari ed Elena Brogioni, poi divenuta suora di clausura - che si occupavano dei ragazzi quando ancora in Oltrarno non c'era il bagno in casa.
«Io, qui per 34 anni: i ragazzi di San Frediano e la loro seconda casa»
Il racconto: Carla Senatori, l'insegnante
C'era una Firenze che oggi non c'è più. C'erano un giardino e una scuola di frontiera che aiutava i ragazzi difficili dell'Oltrarno. L'area Nidiaci, a cui prima si accedeva da via dell'Ardiglione e oggi anche da via della Chiesa, era il simbolo del cattolicesimo sociale fiorentino. Quello di Giorgio La Pira, Fioretta Mazzei, Ghita Vogel e don Cuba, persone che hanno messo la propria vita al servizio degli altri. Così come la prima custode della ludoteca, Tosca Pagni detta «Toschina», o gli insegnanti - Carla Senatori, Lina Cecchi Linari ed Elena Brogioni, poi divenuta suora di clausura - che si occupavano dei ragazzi quando ancora in Oltrarno non c'era il bagno in casa.
Li chiamavano «í cattocomunisti», perché credevano in una fede fuori dagli schemi per quei tempi. Tempi in cui, dopo un pomeriggio passato a controllare che i ragazzi facessero i compiti, ci si riuniva a pregare nella vecchia scuola di via dell'Ardiglione cantando brani religiosi, ma anche strimpellando le chitarre sulle note di Bob Dylan. «Sono entrata al Nidiaci nell'anno scolastico '6o-'61 e ci sono rimasta 34 anni, quando sono andata in pensione - racconta Carla Senatori, una delle anime dei Nidiaci - C'era grande collaborazione con il Comune e, dove non si arrivava coi pochi soldi a disposizione, ce la facevamo con la volontà e la cooperazione di tutti. Avevamo fino a cento ragazzi ed eravamo appena tre insegnanti per tenerli a bada». L'area Nidiaci era la seconda casa dei ragazzi dell'Oltrarno: nel doposcuola, si facevano laboratori di ogni tipo e le insegnanti «costringevano» i ragazzi a fare le lezioni per il giorno dopo. C'erano pure l'assistente sociale e lo psicologo. Ma il punto forte erano i laboratori: i ragazzi si cimentavano con la falegnameria, la tipografia, il giardinaggio. «Gli artigiani dell'Oltramo ci davano una mano: il falegname ci dava il legno, il tipografo l'inchiostro per stampare i Vangelini per la Madonnina del Grappa - racconta ancora Carla Senatori E poi, a proposito dell'orto, ho ancora nitida una scena indimenticabile: c'erano due bambini affetti da sindrome di down e si rincorrevano canzonandosi perché il primo diceva al secondo di essere riuscito a far crescere un ravanello più grande». Niente televisione, a quei tempi. Si giocava a calcio, pallavolo e i palloni volavano spesso nell'orto dei frati della basilica del Carmine.
Verso i primi anni Sessanta ci pensò don Danilo Cubattoli, don Cuba, a portare un piccolo cinema al Nidiaci. E poi c'era Ghita Vogel che, nella sua casa vicina, ospitava i ragazzi del carcere minorile per favorirne il reinserimento. «Bisognava crederci, e tanto, per andare avanti, perché era un'esperienza unica ma che richiedeva grande sacrificio - dice Carla Senatori - Non c'erano tutte le comodità di oggi: negli anni Sessanta, in via di Camaldoli e del Leone, non c'erano ancora i bagni in casa, così il sabato mattina il bagno ai ragazzi lo facevamo noi al Nidiaci. A noi San Procolini ci chiamavano cattocomunisti: la sera c'era la preghiera aperta e ognuno scriveva la propria mentre la musica ci accompagnava». Ci sono poi i ricordi delle visite di Giorgio La Pira, il sindaco santo: «Una volta portò ai ragazzi una capretta tibetana che prese al piccolo zoo che c'era alle Cascine. Poi dovemmo riportare indietro la capretta, perché con le corna punzecchiava un po' troppo i ragazzi - racconta ancora Carla Quando arrivava La Pira, con il suo cappello sulle 23, erano sempre bei momenti. Bellissimo fu quando ci portò delle colombe, che fecero il nido dietro l'abside del Carmine». Vennero poi anche gli anni bui, tra la fine dei Settanta e i terribili Ottanta, quelli dell'eroina dilagante che si portò via più di un ragazzo dei Nidiaci. Fu in quel periodo che don Giacomo Stinghi fondò una comunità di recupero per tossicodipendenti. «Quella droga maledetta era un incubo - conclude Carla - poi iniziò il servizio civile e l'aiuto di quei giovani fu una manna dal cielo. Tra loro c'era pure Tindari Baglione», oggi verso l'incarico di procuratore generale a Firenze. «Ma oggi tutto è cambiato: questo luogo simbolo l'hanno snaturato e non ci sono più tornata».
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venerdì 22 febbraio 2013
Manifestazione per il Nidiaci riuscita!
Ieri alle 16.30 avevamo appuntamento in Via della Chiesa per la prima manifestazione del quartiere in difesa del giardino-ludoteca Nidiaci.
Pioveva e un'epidemia di influenza aveva tenuto a casa famiglie intere...
Ma alla fine, un centinaio di persone, genitori, bambini, gente del quartiere, immigrati e sanfredianini storici, si sono ritrovati e sono partiti in corteo.
Prima alcuni manifestanti hanno innalzato uno striscione lungo il palazzo della ludoteca
poi siamo passati in Via d'Ardiglione, davanti ai cancelli del giardino proibito
in Piazza del Carmine, sfidando le pozzanghere
su per Via del Leone, con tamburi e fischietti
Abbiamo concluso il corteo in Piazza Tasso - l'unico incidente è avvenuto a manifestazione finita, quando la cassa ha subito un tentativo di rapina:
Al di là dell'attenzione dei media, che non è mancata, abbiamo visto tutti che in Oltrarno possiamo fare molte cose insieme per difendere i beni comuni di chi vive nel quartiere da chi sul quartiere ci specula.
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