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domenica 2 febbraio 2014

La camelia Bella d'Ardiglione

Sempre nel nostro giardino, Emilio Santarelli - accanto alla camelia "Giardino Santarelli" - ne creò una variante che porta il nome della stradina su cui si apre il cancello, la "Bella d'Ardiglione".

Sempre dalla pagina Facebook della nostra Associazione, riprendiamo l'immagine:

La camelia Giardino Santarelli

Circa un secolo e mezzo fa, lo scultore Emilio Santarelli creò nel giardino che attualmente gestiamo la camelia denominata "Giardino Santarelli".

Dalla pagina Facebook della nostra associazione, riprendiamo questa immagine:


venerdì 10 maggio 2013

Nidiaci in Oltrarno, il primo giorno

 Riprendiamo questo resoconto del 7 maggio dal blog personale di Miguel Martinez

Ieri siamo riusciti a riaprire il giardino del Nidiaci, di cui si è parlato più volte qui.

C'è Firenze, con tutto ciò che nel bene e nel male significa. C'è l'ultimo lembo vivo del centro storico di Firenze, che è l'Oltrarno, in particolare il rione di San Frediano. C'è la chiesa del Carmine, che sta proprio al centro di San Frediano e di tutte le sue storie. Alle spalle della chiesa, c'è un giardino, dove lo scultore Emilio Santarelli coltivava le sue camelie, e un palazzo dove creava le sue opere. 

 

Nel 1920, la Croce Rossa americana acquistò tutto il complesso, per farne un'istituzione di "educazione popolare, con speciale riguardo all'infanzia".

E per novant'anni, tutti i sanfredianini ci sono passati.

Alla fine di quei novant'anni, il palazzo e una bella fetta di giardino sono passati in mano all'Amore e Psiche Holding di Salvatore Leggiero, una società immobiliare che vende appartamenti di lusso, e per tutto l'inverno gli abitanti di San Frediano ne sono stati esclusi.

Ieri, attraverso un accordo con il Comune, la nostra Associazione Amici del Nidiaci in Oltrarno Onlus, è riuscita ad aprire i cancelli di quel che resta del giardino.

Ogni tanto, il giorno prima, guardavamo sul sito di Ilmeteo.it, che prometteva temporale. Anzi, temporale ininterrotto, dalle dieci di mattina alle sei di sera.

E invece, una bellissima giornata. Apriamo il grande cancello.

Attacchiamo i nostri cartelloni sul muro di legno, e sulla cancellata di ferro, sagome di bambini che si arrampicano.

 

Non c'è l'acqua, ma siamo in un quartiere di artigiani, e dopo un quarto d'ora, una fontanella che sembrava morta torna in vita. E arrivano le famiglie: in poco tempo, il giardino si riempie, contiamo centotrenta bambini e almeno altrettanti adulti tra accompagnatori e soci dell'associazione. 

 
C'è la famiglia di indiani con la mamma con i costumi colorati, ci sono le mamme toste del calcio storico con i tatuaggi, ma anche l'architetto che dona cinquanta euro.

E, come sempre discretamente, le violiniste bambine che praticano sotto l'attenta direzione di Wendy Yates.
I bambini più rumorosi si impossessano invece subito del campo di calcio, dopo un inverno di astinenza; mentre qualcuno realizza il sogno di poter scrivere liberamente su un muro.

 

A un certo punto, tre operai di Amore e Psiche - albanesi che certamente non potranno mai vivere negli appartamenti che stanno costruendo - cercano di entrare con il loro camion nella nostra area, e con molta fermezza una nonna li blocca e si ritirano prontamente.

Arriva il presidente del Quartiere in bicicletta, e ci racconta sorridendo degli ultimi inviluppi burocratici con cui si cerca di soffocare ogni sua iniziativa.

All'ingresso, al tavolo che il proprietario del ristorante I' Raddi ha messo a disposizione, tre mamme gestiscono la fila di persone che chiede di iscriversi all'associazione.

 

Alla fine, si è fatto molto di più che semplicemente aprire un giardino. Si è realizzato un momento di vita finalmente normale.

domenica 14 aprile 2013

Emilio Santarelli, o la storia segreta del Nidiaci

Gli abitanti di San Frediano sanno che "il Nidiaci" esiste da sempre. I più informati, credono vagamente che si tratti di un palazzo nobiliare, concesso in uso, assieme al giardino, agli abitanti del quartiere, nel 1923.

La storica dell'arte Francesca Petrucci, grazie a un notevole lavoro di ricerca in archivio, ci rivela un aspetto inedito della storia della ludoteca-giardino.

Nel 1827, Emilio Santarelli, uno dei più famosi scultori dell'Ottocento, autore di molte opere tra cui il Michelangelo agli Uffizi, acquistò una casa rurale con annesso orto dietro la chiesa del Carmine. 

Negli anni successivi, vi costruì un ampio studio: capiamo così la particolare forma della ludoteca, con i suoi alti soffitti. Mentre nel giardino, l'artista si dedicava alla sua grande passione - la coltivazione delle camelie. Tra le varie specie che Santarelli creò, ci fu anche la Bella d'Ardiglione e la Giardino Santarelli.

La dott.ssa Petrucci ha scoperto inoltre qualcosa che nessuno finora conosceva, che qui viene appena accennato tra le note. Vi raccontiamo quel poco che sappiamo già con sicurezza, c'è un grande lavoro di ricerca da fare per capire di più.

Il complesso che chiamiamo "il Nidiaci" non fu affatto concesso dalla famiglia Nidiaci. 

Durante la prima guerra mondiale, come ben sanno gli ammiratori di Ernest Hemingway, la Croce Rossa americana svolse un ruolo importante in Italia. Nel 1920, il dirigente della Croce Rossa americana, Edward Otis Bartlett, fece vendere i materiali dell'istituzione a Firenze. 

Assieme all'avvocato Umberto Nidiaci e al cavaliere Carlo-Matteo Girard, di nazionalità svizzera - che insieme però misero appena il 20% della somma necessaria - la Croce Rossa americana acquistò il palazzo e il giardino, "per conto di una erigenda istituzione che, nel quartiere di S. Frediano, curi la istruzione e la educazione popolare, con speciale riguardo all'infanzia". 

Da segnalare che questo spazio non avrebbe dovuto limitarsi all'attuale Ludoteca, ma comprendeva i numeri 44-46 di Via della Chiesa e tutto il palazzo su Via d'Ardiglione.